Didascalie · Divertenti

Didascalie foto Instagram divertenti che non sembrano battute

Le didascalie divertenti che funzionano non sono battute, sono confessioni: «ho posato venti minuti per questa», «tre secondi dopo sono caduta», «dieta rimandata a lunedì». Qui sotto ne trovi 50, divise tra autoironia, il vero dietro la foto, cibo, amiche, lunedì e feste, dal Natale al Capodanno.

Gruppo di amiche che ride in macchina durante un weekend fuori
Gruppo di amiche che ride in macchina durante un weekend fuori

Autoironia

Ridere di sé è l’unico umorismo che non invecchia in tre mesi.

il mio lato migliore, secondo me
ho posato venti minuti per questa
ci ho messo l’anima e si vede poco
sono fotogenica una volta ogni sei mesi
mi sono piaciuta, capita raramente
peggio di così non veniva
autostima al quattro per cento, ma pubblico
questa l’ho scelta io, purtroppo
non so cosa stavo facendo

Il vero dietro la foto

La didascalia che smonta la foto è sempre la più letta.

tre secondi dopo sono caduta
la persona accanto rideva di me
dietro c’era il caos
sembra una vacanza, era un martedì
ho sistemato il tavolo prima, ovviamente
nessuno sapeva di essere fotografato
c’era un vento assurdo
durata dell’evento: undici minuti
foto vera, sorriso finto

Cibo e aperitivi

Per il piatto fotografato prima di mangiare, senza vergogna.

ho ordinato per due, ero una
il tiramisù ha vinto
spritz, come cura
abbiamo mangiato per quattro ore
il pane è finito subito
conto diviso male, come sempre
cena buona, foto pessima
dieta rimandata a lunedì

Con le amiche, ridendo

Per la foto di gruppo al nono tentativo.

foto di gruppo, tentativo numero nove
nessuna guarda l’obiettivo
ridiamo per cose non divertenti
le stesse battute dal liceo
ci siamo urlate addosso, con affetto
la nostra chat non regge
organizzare è stato peggio della serata
gruppo instabile, amicizia solida

Lunedì e vita adulta

Per i post infrasettimanali, che sono quelli più veri.

lunedì, senza commento
lavoro, ma con una bella luce
la mia vita è molto glamour
adulta a intermittenza
pausa pranzo documentata
ho pagato le bollette, festeggio
sveglia alle sei, faccia da sei
weekend finito troppo presto

Feste, Natale e Capodanno

Dicembre è il mese in cui l’autoironia funziona meglio.

natale, versione pigiama
ho mangiato dal ventiquattro al ventisette
capodanno tranquillo, per scelta
brindisi con le stesse persone di sempre
il pandoro non si discute
mezzanotte, e poi a letto
festeggiata la laurea di qualcun altro, tutto il giorno
albero storto, cuore contento

Come scegliere le foto

Una didascalia divertente ha bisogno di una foto che regga la battuta, cioè di una foto imperfetta. Un carosello di scatti tutti riusciti con sotto una frase autoironica non convince nessuno.

  • Tieni la foto venuta male. Il mosso, gli occhi chiusi, la mano davanti all’obiettivo: è la prova che la battuta è vera.
  • Metti la foto ridicola al penultimo posto. Chi arriva fin lì è già dalla tua parte, e il finale resta in mente.
  • Non spiegare la battuta nella didascalia. Se serve una seconda riga per far capire la prima, cambia la prima.
  • Una battuta per post. Due frasi divertenti di fila si annullano a vicenda.
  • Non usare l’ironia su una foto di qualcun altro senza chiedere: fa ridere te e non lei.

Se hai venti scatti della stessa scena e non sai quale sia il più divertente, la regola è semplice: quello in cui qualcuno si sta muovendo.

Domande frequenti

Quali sono le didascalie divertenti che funzionano meglio?

Quelle che smontano la foto invece di celebrarla: «ho posato venti minuti per questa», «tre secondi dopo sono caduta», «sembra una vacanza, era un martedì». L’autoironia regge, la battuta costruita no.

Come si scrive una didascalia ironica senza sembrare forzata?

Racconta una cosa vera e piccola successa mentre facevi la foto. Le didascalie che partono da un fatto reale funzionano sempre meglio delle frasi pensate a tavolino per far ridere.

Meglio la didascalia divertente o quella seria?

Divertente sulle foto imperfette e sui caroselli, seria sulle foto che valgono da sole. Il problema nasce quando le due cose si mescolano: una battuta sotto una foto molto curata suona finta.

Che didascalia metto a una foto di gruppo venuta male?

Qualcosa che ammetta il caos: «foto di gruppo, tentativo numero nove», «nessuna guarda l’obiettivo», «caos organizzato». La foto storta è il motivo per cui la didascalia funziona.

Come faccio a tenere gli occhi aperti nelle foto di gruppo?

Fai scattare una raffica invece di un singolo scatto e scegli dopo. ShutterAI ha Best Face, che dalla raffica prende il volto migliore di ciascuno e li mette nello stesso fotogramma.

Continua a leggere