Autoironia
Ridere di sé è l’unico umorismo che non invecchia in tre mesi.
Il vero dietro la foto
La didascalia che smonta la foto è sempre la più letta.
Cibo e aperitivi
Per il piatto fotografato prima di mangiare, senza vergogna.
Con le amiche, ridendo
Per la foto di gruppo al nono tentativo.
Lunedì e vita adulta
Per i post infrasettimanali, che sono quelli più veri.
Feste, Natale e Capodanno
Dicembre è il mese in cui l’autoironia funziona meglio.
Come scegliere le foto
Una didascalia divertente ha bisogno di una foto che regga la battuta, cioè di una foto imperfetta. Un carosello di scatti tutti riusciti con sotto una frase autoironica non convince nessuno.
- Tieni la foto venuta male. Il mosso, gli occhi chiusi, la mano davanti all’obiettivo: è la prova che la battuta è vera.
- Metti la foto ridicola al penultimo posto. Chi arriva fin lì è già dalla tua parte, e il finale resta in mente.
- Non spiegare la battuta nella didascalia. Se serve una seconda riga per far capire la prima, cambia la prima.
- Una battuta per post. Due frasi divertenti di fila si annullano a vicenda.
- Non usare l’ironia su una foto di qualcun altro senza chiedere: fa ridere te e non lei.
Se hai venti scatti della stessa scena e non sai quale sia il più divertente, la regola è semplice: quello in cui qualcuno si sta muovendo.
Domande frequenti
Quali sono le didascalie divertenti che funzionano meglio?
Quelle che smontano la foto invece di celebrarla: «ho posato venti minuti per questa», «tre secondi dopo sono caduta», «sembra una vacanza, era un martedì». L’autoironia regge, la battuta costruita no.
Come si scrive una didascalia ironica senza sembrare forzata?
Racconta una cosa vera e piccola successa mentre facevi la foto. Le didascalie che partono da un fatto reale funzionano sempre meglio delle frasi pensate a tavolino per far ridere.
Meglio la didascalia divertente o quella seria?
Divertente sulle foto imperfette e sui caroselli, seria sulle foto che valgono da sole. Il problema nasce quando le due cose si mescolano: una battuta sotto una foto molto curata suona finta.
Che didascalia metto a una foto di gruppo venuta male?
Qualcosa che ammetta il caos: «foto di gruppo, tentativo numero nove», «nessuna guarda l’obiettivo», «caos organizzato». La foto storta è il motivo per cui la didascalia funziona.
Come faccio a tenere gli occhi aperti nelle foto di gruppo?
Fai scattare una raffica invece di un singolo scatto e scegli dopo. ShutterAI ha Best Face, che dalla raffica prende il volto migliore di ciascuno e li mette nello stesso fotogramma.