Passo dopo passo
- Scarta i doppioni prima di guardare qualsiasi cosa Ordina la galleria per orario e tieni un solo scatto per ogni gruppo fatto nello stesso minuto. È il taglio più grande e il più veloce, e da solo dimezza la selezione.
- Butta il mosso e il bruciato Ingrandisci al cento per cento sugli occhi: se non sono nitidi, la foto si scarta. Poi guarda il cielo e le pareti bianche: quello che è diventato bianco pieno non torna più.
- Scegli la copertina prima delle altre Prendi la foto con il soggetto più chiaro e il colore più forte, non quella in cui ti piaci di più. Metà delle persone vedrà solo quella.
- Componi la sequenza alternando le distanze Un ritratto, un dettaglio, un ambiente, una persona. Se due foto vicine hanno lo stesso colore o la stessa distanza, spostane una.
- Taglia a otto e guarda le ultime tre Chiediti se ti mancherebbero. Quasi sempre la risposta è no, e allora scendi a sei o sette.
La prima foto decide tutto il resto
La prima immagine è l’unica che vedrà circa metà delle persone, ed è anche la miniatura che resta nella griglia del profilo per sempre. Vale quindi più delle altre sette messe insieme.
Tre criteri, in ordine. Un soggetto solo, perché nella miniatura una foto affollata diventa una macchia. Un colore forte, perché è l’unica cosa che si distingue a quella dimensione. Un viso, se ce n’è uno decente, perché nella lista dei post un viso ferma lo scorrimento più di un paesaggio.
La trappola in cui cadono tutti è mettere per prima la foto in cui ci si piace di più. Sono due criteri diversi: la foto in cui ti piaci va bene al quarto posto, dove chi sta scorrendo è già interessato. In apertura serve la foto che funziona da lontano.
Quante foto pubblicare, e quando tagliare di più
Da sei a dieci. Sotto le sei sembra un post singolo con degli avanzi, sopra le dieci le ultime vengono superate senza guardarle, e le ultime sono sempre le più deboli.
La quantità dipende dall’occasione, non da quante foto hai. Una serata fuori regge sei o sette scatti, perché il posto è uno e la luce non cambia. Un viaggio di più giorni regge dodici, perché cambiano davvero i luoghi. Una laurea o un compleanno stanno bene tra otto e dieci, con le foto di gruppo distribuite invece che in fila.
Prova pratica: imposta dodici, guarda le ultime tre e chiediti se ti mancherebbero. Se la risposta è no, e quasi sempre lo è, scendi a nove. È molto più facile che scegliere da duecento.
L’ordine del carosello
La regola che fa sembrare un carosello curato è una sola: due foto vicine non devono somigliarsi. Non per qualità, per aspetto. Nove foto calde di interni si leggono come una sola foto lunga anche se sono tutte buone.
- Primo posto: la copertina. La foto più leggibile, anche se è la più ovvia.
- Alterna vicino e lontano. Un ambiente, una mano, una strada, un viso.
- Distribuisci i colori. Se hai tre foto dorate al tramonto, tienile lontane l’una dall’altra.
- La foto divertente al penultimo posto. Il mosso, lo scontrino, il cane sotto il tavolo.
- Chiudi con qualcosa di calmo. Un’inquadratura larga senza volti dice che il giro è finito.
Cosa tenere e cosa buttare davvero
Il criterio tecnico è semplice e non ammette sentimentalismi: se gli occhi non sono nitidi al cento per cento di ingrandimento, la foto si scarta, a meno che il mosso non sia chiaramente voluto. Se una zona ampia è diventata bianco pieno, non torna indietro con nessun cursore, quindi si scarta.
Poi ci sono le eccezioni da tenere apposta. La foto un po’ mossa in cui qualcuno sta ridendo davvero vale più di tre scatti fermi e perfetti. La foto storta scattata di corsa dà ritmo a un carosello altrimenti troppo pulito. Il dettaglio banale, un piatto vuoto, un biglietto del treno, uno scontrino di una sagra, è quello che poi riconosci a distanza di anni.
Quello che non va tenuto per motivi diversi: le foto in cui c’è qualcuno che non sa di essere fotografato e non vorrebbe esserlo, e le foto in cui si legge un indirizzo, una targa, il nome su un badge. In quel caso o si taglia, o si sfoca la parte. Il nostro strumento per rimuovere o nascondere fa entrambe le cose nel browser.
Quando pubblicare, e perché conta meno di quanto pensi
Gli orari che funzionano in Italia sono due: intorno alle 13 e tra le 20 e le 22. Il secondo è più forte nei giorni feriali, il primo tiene meglio nel fine settimana. Ferragosto e il periodo tra Natale e Capodanno hanno un pubblico piccolo ma molto attento, quindi sono ottimi per un carosello personale e pessimi per qualcosa che deve arrivare lontano.
Detto questo, l’orario è la variabile meno importante di tutte. La prima immagine conta di più, e la quantità conta di più ancora: pubblicare tre volte a settimana con foto medie funziona meglio di una volta al mese con foto perfette.
Se la selezione è la parte che ti blocca sempre, prova il selezionatore di foto nel browser: misura nitidezza, esposizione, colore e quasi doppioni, tiene le più forti che siano anche diverse tra loro, e spiega perché ha scartato ognuna. La scelta di cosa raccontare resta tua, ed è giusto così.
Domande frequenti
Come scelgo quali foto postare su Instagram?
In due passaggi. Prima elimina tutto quello che è tecnicamente debole: mosso, bruciato e doppioni fatti nello stesso minuto. Poi scegli tra quello che resta in base a cosa racconti, controllando che due foto non si somiglino mai.
Quante foto conviene mettere in un carosello?
Da sei a dieci. Sotto le sei sembra un post singolo, sopra le dieci le ultime vengono superate senza essere guardate, e sono sempre le più deboli della serie.
Quale foto va messa per prima?
Quella con un soggetto solo e un colore forte, non quella in cui ti piaci di più. La prima immagine è l’unica che vedrà metà delle persone ed è la miniatura che resta nella griglia del profilo.
A che ora conviene pubblicare su Instagram in Italia?
Intorno alle 13 e tra le 20 e le 22, con la sera più forte nei giorni feriali. Resta comunque la variabile meno importante: la prima immagine e la frequenza contano molto di più.
Come faccio a eliminare velocemente le foto quasi identiche?
Ordina la galleria per orario e tieni un solo scatto per ogni gruppo fatto nello stesso minuto. In alternativa, il nostro selezionatore di foto raggruppa i quasi doppioni con un confronto percettivo e ne tiene la migliore.